Nell’opera di Alberto Magno, "quod est" e "quo est" non sono semplici etichette, ma un’architettura concettuale che consente di pensare insieme:
la solidità delle nature finite, la loro dipendenza ontologica e la trascendenza del principio primo.
"La società aperta e i suoi nemici" non è un invito a credere nella perfezione della democrazia, ma a difenderne la
struttura critica: libertà di parola, pluralismo, separazione e controllo dei poteri, riforme verificabili.