Nietzsche non è un “innocente” in senso morale: scrive contro l’uguaglianza, parla di gerarchie, attacca la compassione come valore assoluto, usa un linguaggio talvolta brutale. Ma la distanza tra questa critica filosofica e l’apparato razziale e genocidario del nazismo è fondamentale.
Il cosiddetto “boom economico” portò
lavoro industriale, migrazioni interne e nuove forme di benessere domestico. Eppure, mentre la società si modernizzava
sul piano materiale, l’assetto dei diritti e delle opportunità restò a lungo segnato da profonde gerarchie di genere.